Cari imprenditori sociali, #react

By Elena Merlo 4 months agoNo Comments
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Cari imprenditori sociali,

Ci rivolgiamo a voi, in questi momenti difficili, con un messaggio di forza.

Vi abbiamo incrociato e accompagnato nelle vostre avventure imprenditoriali, e adesso vogliamo invitarvi a non rinunciare a quello che per noi è il motore di ogni cambiamento: lo slancio e il desiderio di “guardare oltre”.

Per questo morivo abbiamo deciso di lanciare la campagna #REACT, una chiamata alle vostre storie >> https://makeacube.typeform.com/to/zJJOMt

Ogni imprenditore in questo momento si sta chiedendo in che modo cambierà il mondo che lo circonda e le regole che lo governano, se cambieranno le relazioni con i propri clienti, utenti e stakeholder, se il proprio essere innovativo resisterà a questa trasformazione, se gli obiettivi inseguiti con tenacia giorno dopo giorno saranno ugualmente raggiungibili. Alcuni hanno già compiuto scelte che mai avrebbero pensato di fare: hanno comunicato ai colleghi che tutto si sarebbe fermato: progetti, attività e collaborazioni. Altri si stanno attrezzando per adottare profonde trasformazioni nel lavoro di tutti i giorni e affrontare una alla volta le conseguenze di investimenti sospesi, partnership non avviate, attrezzi del mestiere deposti.

Sono momenti bui. Ma mai come ora siamo convinti che non è questo il momento di mollare. È, invece, il momento per trasformare e ri-orientare, ri-progettare. I vincoli sono, in verità, segni di spazi possibili, terreni di nuove esplorazioni e di creatività.

Voi, imprenditori sociali, sapete più di altri come gestire la complessità.
Ne conoscete i codici, le leve più importanti per disegnare un futuro non solo fiorente, ma anche giusto, responsabile, collaborativo e resiliente. Da sempre avete scelto la via meno facile: vi immergete nei contesti più difficili, ne fate sorgere le istanze, ricomponete risorse, generate relazioni e scovate opportunità, anche quando apparentemente non vi sono.

Ma cosa succederà ora? Quale direzione potrà prendere il vostro business? Di quali linguaggi si dovrà dotare? Su quali risorse potrà contare?

Noi ci siamo e vi proponiamo di affrontare l’emergenza con una attitudine propositiva, proattiva:

1. Non smettete di guardarvi intorno. Anzi, fatelo più di prima.
Interpretate quello che sta accadendo, leggetene i bisogni e cogliete le sfumature di un contesto che cambia. Le vostre persone ed i vostri mercati stanno mutando le esigenze e con esse le domande. Le abitudini di acquisto si modificheranno, così come le richieste nei vostri confronti. È importante anticiparle, farle vostre e capire come fornire ad esse risposta, fosse anche attraverso uno schermo.

2. La comunità è e rimane la vostra forza.
I vostri clienti, alleati e fornitori sono le persone che fino ad oggi vi hanno dato fiducia; credono nel vostro business, in quello che fate e in come lo fate. In questo momento di spaesamento sono loro stessi a voler rinnovare questo legame, ad avere garanzia dei vostri prodotti e servizi, della vostra qualità.

3. Innovate gli strumenti.
La chiusura a cui siamo costretti apre in realtà all’opportunità di esplorare nuovi canali, strumenti, modalità di lavoro prima trascurati. Essi consentono di costruire un sistema di relazioni, che seppur digitale e a tratti molto complicato, potrebbe gettare le basi per la creazione di un reticolo di relazioni, vive e vere, da coltivare nel mondo reale, terminata l’emergenza.

4. Datevi obiettivi e priorità.
Mai come in questo momento è importante riconoscere ciò che è giusto e importante, sacrificando ciò che è superfluo. Significa in alcuni casi fare scelte difficili, rinunciare ad attività che avete ritenuto essenziali per il benessere e per la crescita dei vostri progetti. Significa porvi nuovi traguardi e strategie, definire tattiche che vi permettano di prevenire conseguenze pericolose. Comporta, forse, rivedere i vostri servizi, reinventare approcci. Scoprirete però che non sarà necessariamente una perdita ma un’opportunità per aprire nuovi orizzonti.

5. Contate sui vostri colleghi.
Le vostre persone, il vostro team, sono la risorsa più importante che avete per superare questo momento di incertezza. Mantenete saldi i rapporti e non rinunciate all’energia e alla creatività: l’intelligenza collettiva e la contaminazione di saperi sono la chiave per tenere alta la motivazione e spingere verso forme di innovazione anche impensate.

6. Fate bene i conti.
Esaminate con attenzione le uscite, i piani di investimento, controllate che nonostante le scosse ricevute essi rimangano saldi in un contesto pure molto incerto. Forse sarà necessario rivedere previsioni, pensare a nuove fonti di finanziamento. Le circostanze mutevoli aprono anche ad opportunità di raccolta fondi, privati e pubblici, che forse non avevate immaginato.

7. Siate rapidi e istintivi, ma allo stesso tempo lucidi e orientati.
Anche se i riferimenti iniziano a mancare, cogliete i segnali che vi si presentano; muovetevi con destrezza, in modo snello e a tratti istintivo, seppur con ponderazione e razionalità; solo con il giusto equilibrio tra coraggio e controllo riuscirete a compiere le scelte più utili per il futuro della vostra organizzazione.

Vi esortiamo a raccogliere ancora una volta le forze, a lavorare per mettere in salvo quello che con fatica avete costruito e far si che i sacrifici fatti fin oggi, e quelli futuri, possano essere un trampolino per raggiungere nuovi e ambiziosi traguardi.
“Il primo passo di ogni economia dev’essere quello di accendere l’interruttore della creatività di ogni persona” – Muhammad Yunus

 

Vogliamo raccogliere le vostre storie, conoscere le difficoltà che state vivendo ma anche le innovazioni che avete saputo introdurre e che state traghettando.  Rispondi alla call to action. 

Le vostre testimonianze, se lo vorrete, saranno pubblicate sui nostri canali per dimostrare che c’è chi, nonostante tutto, non si ferma. E saranno preziose per il nostro team, per pensare a servizi e soluzioni utili a tutti voi, per superare insieme le difficoltà.

Lo staff di Make a Cube³

Categories:
  Innovazione Sociale, Startup
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