Cultura: nuovi percorsi di innovazione

By Elena Merlo 3 years agoNo Comments
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Cos’è la cultura? Qual é il posto della produzione culturale nel mondo che ci circonda? Non si tratta della solita domanda oziosa su cosa sia la cultura. Solitamente, nel dibattito pubblico a questo interrogativo si risponde con uno slogan facile e di effetto garantito come ”con la cultura non si mangia”, “la cultura è il petrolio dell’Italia” o “Siamo il paese con il maggior numero di opere d’arte al mondo”. Quello che sto chiedendo è qual è, precisamente, il ruolo della produzione culturale nella società contemporanea.

Gli ultimi trent’anni sono stati caratterizzati dal veloce passaggio verso forme di produzione in cui il valore immateriale costituisce una porzione sempre crescente del valore complessivo. E’ così che il brand si é trasformato, da semplice marchio, prima in un insieme di valori e p0i  in una serie narrazioni in cui il ruolo attivo degli utenti è divenuto determinante.

In questo senso, quindi, il ruolo della produzione culturale è quello di fungere da costante elemento di accelerazione per le innovazioni (linguistiche, simboliche, tecnologiche, di contenuto) sulle quali l’economia contemporanea si fonda. La società italiana sconta in modo più pesante di molte altre il passaggio alle nuove forme di economia. Nell’ambito della produzione culturale questa situazione è particolarmente evidente: se, da un lato, i laureati nei settori culturali sono aumentati percentualmente in modo considerevole, dall’altro la struttura occupazionale di questi settori si é avviata verso il collasso a causa dell’incapacità strutturale degli attori tradizionali (pubblici e privati) di convertirsi alle nuove  logiche del valore nate con la transizione alle economie basate sugli asset intangibili: brand, innovazione, flessibilità.

Nonostante questa difficoltà, si stanno moltiplicando le organizzazioni che cercano nuove modalità  di progettazione, produzione e distribuzione della cultura, nell’ottica esplicita del superamento della crisi delle convenzioni del valore attorno alle industrie culturali. Molte di queste iniziative rientrano in un’ottica tipica del volontariato, seppur aggiornata. Altre, invece, stanno esplicitamentetentando di aggiornare i processi al fine di superare le logiche delle industrie culturali del 900. Possiamo provare a delineare alcuni macro temi che caratterizzano queste nuove forme di imprenditoria culturale. Sicuramente, un primo te». centrale è quello delle piattaforme che permettono un nuovo rapporto con il pubblico.

TwLetteratura è una piattaforma di socal reading che agisce direttamente sulla materia prima della letteratura: il testo. Articolando ed integrando le conversazioni su Twitter, viene messo in atto un processo collettivo di discussione e riscrittura dei classici coinvolgendo studenti, docenti, esperti e appassionati in vere e proprie campagne di rivitalizzazione dell’esperienza di lettura.

Un’altra piattaforma digitale, MovieDay, mette in relazione le sale cinematografiche con gruppi di spettatori, aiutandoli a raggiungere i numeri di prevendite necessarie per far proiettare pellicole che solitamente faticano ad essere distruite.

Gli artisti iscritti alla piattaforma MyHomeGallery aprono il proprio spazio privato ad amanti dell’arte, collezionisti, turisti o semplici curiosi, offrendo la possibilità di visitare “mostre su misura” e di vivere esperienze on-demand legate alla produzione culturale: cenare o dormire nella casa degli artisti, partecipare ad un loro workshop, etc . Lo scopo é quello di creare un punto di contatto tra artista e fruitore che supporti la naturale evoluzione del mondo dell’arte, dove all’opera – e all’acquisto dell’opera – sia affiancata l’esperienza artistica complessiva.

E’ interessante notare come non siano solo le nuove piccole organizzazioni a muoversi in questa direzione: sono sempre di più le istituzioni prestigiose e consolidate che cercano di stabilire nuovi rapporti con il pubblico. Un caso che ormai fa scuola é Rijkstudio, la piattaforma del Rijk Museum di Amsterdam che permette agli utenti di scaricare e remixare (ed eventualmente stampare a pagamento) opere provenienti da un archivio online con oltre 200.000 pezzi.

Un altro tema cruciale nello sviluppo di nuove imprese culturali é rappresentato dall’incrocio tra le opportunità date dalle nuove tecnologie e la e la necessità di  sviluppare nuovi percorsi di valorizzazione del patrimonio culturale.

Tooteko é un sistema che trasforma i modelli tattili delle opere d’arte (realizzati grazie alle tecnologie di prototipazione rapida) in modelli parlanti, rendendo accessibili i luoghi dell’arte tradizionali ai non vedenti, e fornisce al contempo un supporto per tutti alla lettura dell’opera attraverso il recupero della dimensione tattile l’esperienza di un contatto con l’arte.

La rilevanza e attualità della valorizzazione del patrimonio culturale offre anche nuovi linguaggi, media e tecnologie é testimoniata anche dalla numerosità di progetti imprenditoriali nati in questo ambito. Ad esempio, nelle due edizioni (2014 e 2015) del programma Innovazione Culturale, promosso da Fondazione Cariplo per fare emergere e supportare imprese culturali innovative (tra le quali MovieDay e TWLetteratura, prima citate) nella propria fase di avviamento, su un totale di 24 progetti selezionati, circa il 30%, lavora proprio sul filone della valorizzazione del patrimonio.

Ad esempio Aedo, offre un servizio interrativo per promuovere e valorizzare l’intero patrimonio culturale verso il grande pubblico – dalle opere di arte antica a quelle contemporanee, le sculture, le architetture, gli oggetti di artigianato e produzioni manifatturiere, il design e la produzione industriale, tutti oggetti portatori di una memoria storica da raccontare. Aedo ha realizzato un format innovativo per la fruizione del patrimonio, culturale nei luoghi in cui esso é conservato e esposto, usando supporti tecnologici diffusi, completamente interativi, touch-screen, tablet e smartphone. I contenuti digitali permettono di viaggiare letteralmente attraverso gli oggetti – con fotografie artistiche ad alta risoluzione, ingrandimenti dei particolari più significativi, fotografie al microscopio, giochi interativi e immersivi che permettono di rivivere le esperienze legate alla storia di quei beni – favorendo una comprensione immediata e visiva dei valori culturali e sociali di cui il patrimonio è testimone. Il  prodotto viene affiancato da un servizio di comunicazione, che si muove sui diversi canali media per riuscire a parlare alle comunità e al pubblico di riferimento, per far conoscere le numerose realta culturali e il vastissimo patrimonio diffuso, potenziandone l’attrattiva e l’offerta.

Gli esempi da fare possono essere i più disparati. In un’ottica più generale, tuttavia, per ripensare le imprese culturali contemporanee é necessario rivedere completamente il rapporto tra pratiche e tempo. Cultura é infatti un termine utilizzato per indicare moltissime cose diverse tra loro, ma l’etimologia ci rimanda sempre alla sua natura più semplice e diretta, quella del “coltivare” della vita contadina, che è vincolato al trascorrere delle stagioni un processo inevitabilmente lento nel quale la conoscenza si dà del tempo per osservare e trovare le connessioni. Startup (un termine usato spessissimo e a sproposito, ma che comunque rende una parte del senso dell’emergere delle nuove imprese culturali) rimanda alle dinamiche di un’economia che si nutre e prospera nei tempi accelerati del capitalismo digitale, dove piccole e grandi fortune si costruiscono e crollano nel girodi  pochi mesi. E’ il  tema del tempo, quindi, quello su cui occorre lavorare. Ancora non si sa quali possano essere i tempi delle nuove imprese culturali, ma é molto probabile che non saranno mai al fulmicotone. A maggior ragione, quindi, é necessario pensarle (progettarle, gestirle e farle crescere) nell’ottica di una  sostenibilità economica di medio periodo che sia anche, in ultima istanza, una sostenibilità sociale.

cambiaMENTI vuole fare emergere e dare sostegno a idee di impresa a impatto sociale. Cultura e creatività saranno i temi del secondo bootcamp del programma di Sardegna Ricerche, che si terrà a Oristano il 12 e 13 Febbraio nella sala ex Ept dell’Assessorato al Turismo della Provincia di Oristano – piazza Eleonora 19.

Al workshop interverranno:

Antonello Centomani, Movieday

Bertran Niessen, cheFare

Emanuele Putignano, Applix Education

Fabrizio Frongia, Monumenti Aperti

Martina Morittu, Smart art social id

Salvatore Sanna, Lariso

Tempo fino al 5 Febbraio per iscriversi.

(Bertran Niessen e Matteo Boccia)

Category:
  Cultura
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