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Siamo una joint venture Avanzi e Make a Change.
Dal 2011 ci occupiamo di innovazione sociale.
Offriamo quattro tipologie di servizi.

Make a Cube³ Warm Up

Laboratorio per chi ha le idee, ma deve mettere a fuoco il business model. Lezioni frontali e workshop per un percorso interattivo di crescita

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Make a Cube³ 121

Ogni idea ha il giusto percorso. Ogni imprenditore, il giusto tempo. Affiancamento tailor-made per idee e imprese innovative e competitive

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Incubazione ad alta densità dedicato a gruppi di startup. Lavoro full time per massimizzare le sinergie e aumentare la visibilità sul mercato

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I nostri Progetti

Exploramy

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Streamcolors

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Bibak

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Hangreen

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Probiomedica

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ll nostro Blog

Tempo di cambiaMENTI per l’innovazione sociale

11 marzo 2016
cambiaMENTI è il programma volto a identificare e valorizzare idee imprenditoriali ad alto valore sociale e ambientale, ma cambiaMENTI è anche e soprattutto un cambio di prospettiva. Il nuovo programma dello Sportello Startup di Sardegna Ricerche ha l’obiettivo di intercettare e supportare quelle idee di impresa innovative volte a soddisfare bisogni e problemi di interesse collettivo, inserendole in un percorso di affiancamento e validazione che consenta di farle evolvere in modelli di business ripetibili e scalabili. Il percorso di validazione, sviluppato in collaborazione con noi, si articola in due fasi: la prima, tra aprile e maggio, si concentrerà sul capire se l’intuizione alla base delle idee imprenditoriali derivi da una lettura puntuale dei bisogni reali di un gruppo di individui sufficientemente ampio e se davvero i problemi che questi provano nella loro quotidianità possano costituire un’opportunità di business da sfruttare; nella seconda fase di cambiaMENTI, tra giugno e dicembre, il focus sarà sulla progettazione e test della soluzione migliore per risolvere il problema identificato nella prima fase, attraverso un minimum viable product che permetta di validare, con i feedback dei primi clienti/utenti, la proposta di valore della soluzione immaginata sulla quale si fonda l’idea di impresa. Infatti, al termine della prima fase del percorso di validazione, i sette progetti considerati più promettenti riceveranno un voucher di 10.000 euro per realizzare una versione minimale del prodotto o servizio proposto. Il programma sarà, inoltre, un’occasione di networking e offrirà la possibilità di vivere un’esperienza a Milano per conoscere alcuni ecosistemi particolarmente attivi nel gemmare progetti e imprese innovativi ad impatto sociale e culturale. Il programma cambiaMENTI è aperto a iniziative e pratiche di innovazione che siano in grado di rispondere alle sfide sociali del territorio, abilitando la creazione di reti e promuovendo il benessere individuale e collettivo, lo sviluppo sociale ed economico dei territori e delle comunità. Alcuni ambiti di riferimento a cui le proposte di idee potrebbero afferire sono welfare e servizi alla persona, economia circolare, housing e living, educazione e apprendimento continuo, cultura, agricoltura, turismo e tutela del territorio. La presentazione delle domande è aperta fino alle ore 12:00 di martedì 15 marzo 2016, utilizzando l’apposito servizio online di Sardegna Ricerche.

Culturability gira l’Italia e fa tappa a Milano

29 febbraio 2016
Sostenere progetti culturali e sociali innovativi che rigenerano e danno nuova vita a spazi, edifici, ex siti industriali abbandonati o in fase di transizione, creando occasioni di collaborazione tra cittadini, organizzazioni private e istituzioni pubbliche. Questi gli obiettivi di “culturability – rigenerare spazi da condividere”, il nuovo bando di Fondazione Unipolis, che ora gira l’Italia con un tour di incontri per presentarsi, rispondere alle domande dei partecipanti e confrontarsi sui temi del progetto con istituzioni, soggetti nazionali e locali. Martedì 1 marzo, dalle 18.30, l’iniziativa sarà presentata a Milano da Avanzi – Barra A. Il bando, giunto alla terza edizione, mette a disposizione complessivamente 400 mila euro per supportare quei progetti in grado di riempire di creatività questi vuoti e restituirli alle comunità, unendo cultura, innovazione e coesione sociale, collaborazione, sostenibilità economica e occupazione giovanile. Fra le proposte pervenute, verranno selezionate 15 che avranno l’opportunità di partecipare a un percorso di formazione nei mesi di giugno e luglio. Tra queste, a settembre una Commissione di Valutazione selezionerà i 5 progetti finalisti che riceveranno 50 mila euro ciascuno e continueranno l’attività di mentoring. Gli altri 150 mila euro saranno utilizzati per realizzare le attività di formazione e accompagnamento per l’empowerment dei team, rimborsi spese per partecipare ai programmi di  supporto. L’iniziativa è sviluppata in partnership con Avanzi – Sostenibilità per Azioni, Make a Cube³ e Fondazione Fitzcarraldo, che coadiuveranno Unipolis nel percorso di accompagnamento ai team. La call “culturability – rigenerare spazi da condividere” è aperta dal 15 febbraio al 15 aprile 2016. Al bando possono partecipare organizzazioni no profit, imprese private che operano in campo culturale ricercando un impatto sociale e team informali con prevalenza di under 35. I progetti dovranno essere inviati online al sito culturability. All’incontro di presentazione a Milano, martedì 1 marzo, interverranno: Roberta Franceschinelli – responsabile culturability Fondazione Unipolis, Cristina Tajani – assessore Politiche per il Lavoro, Sviluppo Economico, Università e Ricerca Comune di Milano, Matteo Bartolomeo – amministratore delegato di Make a Cube³, Luca Garibaldo di Mercato Lorenteggio (uno dei progetti milanesi selezionati con la precedente edizione del bando). L’iniziativa è aperta a tutti, ma è richiesta l’iscrizione via mail.

InnovaCultura: il nuovo orizzonte dell’offerta culturale

18 febbraio 2016
Grande successo per il bando INNOVACULTURA, promosso e finanziato da Regione Lombardia, Fondazione Cariplo e dalle Camere di Commercio di Milano, Monza e della Brianza e di Lecco nell’ambito dell’Accordo di Programma Competitività – Asse 1 con UNIONCAMERE Lombardia. Il bando aveva l’obiettivo di sostenere l’innovazione dell’offerta culturale lombarda attraverso l’acquisto, da parte delle Istituzioni Culturali, di prodotti/servizi forniti dalle imprese del settore culturale e creativo per introdurre, ad esempio, nuove modalità di comunicazione e promozione dell’offerta, che contribuiscano ad aumentare la fruizione da parte di un pubblico diversificato. Il bando prevedeva, quindi, il matching tra istituti culturali e imprese del settore culturale e creativo. L’esperienza è stata molto interessante perché ha rappresentato un momento di “open innovation” per le istituzioni culturali e un’occasione di “profitto e commessa” per le imprese culturali. Potevano presentare domanda di contributo, singolarmente o in rete, istituti e luoghi della cultura e soggetti che operano nella promozione e organizzazione di attività culturali. I prodotti e servizi per la realizzazione del progetto dovevano essere acquistati da micro piccole e medie imprese operanti negli ambiti di arti visive, patrimonio culturale, editoria, musica, radio-televisione, cinema e videogiochi, comunicazione e marketing, architettura, moda, design, ICT, prodotti e servizi digitali ad alto contenuto innovativo, trasversali a tutti i settori citati. Dei 214 progetti presentati, sono stati finanziate 37 idee imprenditoriali nelle quali sono state coinvolte circa 100 imprese culturali e creative. I promotori del bando InnovaCultura hanno deciso di organizzare per i soggetti che hanno realizzato i progetti finanziati un percorso di formazione e accompagnamento. L’obiettivo è quello di fornire ai team di progetto una “restituzione critica”delle attività in corso per lo sviluppo dei progetti stessi e dei risultati ottenuti attraverso il supporto di esperti/facilitatori. Il percorso, quindi, prevede due workshop a cui parteciperanno 24 team divisi in due gruppi: 12 team il 25-26 febbraio e 12 il 3-4 marzo. Durante gli incontri, i team verranno affiancati dai tutor di MakeaCube³ e da esperti del settore al fine di accrescere le proprie competenze e di migliorare i risultati ottenuti. Inoltre, tale percorso formativo fornirà agli Enti promotori del bando elementi per un follow- up e per la programmazione di azioni future. Il coinvolgimento della doppia anima dei team (componente “istituzioni culturali” e componente “imprese”) offre un ambito guidato di riflessione sull’interazione avvenuta  tra soggetti così diversi e in molti casi ancora distanti tra loro e di elaborazione comune per la preparazione della presentazione pubblica. I workshop, infatti, si concluderanno con due eventi pubblici durante i quali i team presenteranno i  loro progetti e gli esiti del percorso di formazione e accompagnamento. I due incontri si terranno presso la Sala Biagi di Palazzo Regione Lombardia e saranno l’occasione di conoscere casi concreti ed emblematici che hanno generato innovazione dell’offerta culturale lombarda. La partecipazione ai due eventi di presentazione è gratuita, previa iscrizione: 26 febbraio ore 14.30-17.30 4 marzo ore 14.30-17.30 Queste le 24 istituzioni culturali che parteciperanno ai workshop e le corrispondenti imprese coinvolte: Hg80 – Smart-it impresa, Satellite records impresa, Teatro Trivulzo impresa, Todeschini impresa, Punto d’Incontro Fondazione Brescia Musei – Art Glass srl Fondazione Stelline – Weoople srl Fondazione MUBA – Art Stories Comune

Cultura: nuovi percorsi di innovazione

3 febbraio 2016
Cos’è la cultura? Qual è il posto della produzione culturale nel mondo che ci circonda? Non si tratta della solita domanda oziosa su cosa sia la cultura. Solitamente, nel dibattito pubblico a questo interrogativo si risponde con uno slogan facile di effetto garantito come “con la cultura si mangia” ,“con la cultura non si mangia”, “la cultura è il petrolio dell’Italia” o “siamo il paese con il maggior numero di opere d’arte al mondo”. Quello che sto chiedendo è qual è, precisamente, il ruolo della produzione culturale nella società contemporanea. Gli ultimi trent’anni sono stati caratterizzati dal veloce passaggio verso forme di produzione in cui il valore immateriale costituisce una porzione sempre crescente del valore complessivo.  E’ così che il brand si è trasformato, da semplice marchio, prima in un insieme di valori e poi in una serie di narrazioni in cui il ruolo attivo degli utenti è divenuto determinante. In questo senso, quindi, il ruolo della produzione culturale è quello di fungere da costante elemento di accelerazione per le innovazioni (linguistiche, simboliche,  tecnologiche, di contenuto) sulle quali l’economia contemporanea si fonda. La società italiana sconta in modo più pesante di molte altre il passaggio alle nuove forme di economia. Nell’ambito della produzione culturale questa situazione è particolarmente evidente: se, da un lato, i laureati nei settori culturali sono aumentati percentualmente in modo considerevole, dall’altro la struttura occupazionale di questi settori si è avviata verso il collasso a causa dell’incapacità strutturale degli attori tradizionali (pubblici e privati) di convertirsi alle nuove logiche del valore nate con la transizione alle economie basate sugli asset intangibili: brand, innovazione, flessibilità. Nonostante questa difficoltà, si stanno moltiplicando le organizzazioni che cercano nuove modalità di progettazione, produzione e distribuzione della cultura, nell’ottica esplicita del superamento della crisi delle convenzioni del valore attorno alle industrie culturali. Molte di queste iniziative rientrano in un’ottica tipica del volontariato, seppur aggiornata. Altre, invece, stanno esplicitamente tentando di aggiornare i processi al fine di superare le logiche delle industrie culturali del ‘900. Possiamo provare a delineare alcuni macro temi che caratterizzano queste nuove forme di imprenditoria culturale. Sicuramente, un primo tema centrale è quello delle piattaforme che permettono un nuovo rapporto con il pubblico. TwLetteratura è una piattaforma di social reading che agisce direttamente sulla materia prima della letteratura: il testo. Articolando ed integrando le conversazioni su Twitter, viene messo in atto un processo collettivo di discussione e riscrittura dei classici coinvolgendo studenti, docenti, esperti ed appassionati in vere e proprie campagne di rivitalizzazione dell’esperienza di lettura. Un’altra piattaforma digitale, MovieDay, mette in relazione le sale cinematografiche con gruppi di spettatori, aiutandoli a raggiungere i numeri di prevendite necessarie per far proiettare pellicole che solitamente faticano ad essere distribuite. Gli artisti iscritti alla piattaforma MyHomeGallery aprono il proprio spazio privato ad amanti dell’arte, collezionisti, turisti o semplici curiosi, offrendo la possibilità di visitare “mostre su misura” e di vivere esperienze on-demand legate alla produzione culturale: cenare o dormire nella casa degli artisti, partecipare ad un loro workshop, etc. Lo scopo è quello di creare un

Welfare: il ruolo dell’imprenditoria sociale

12 gennaio 2016
A fronte del restringimento del perimetro dell’intervento pubblico nel campo dei servizi di welfare (sanità, assistenza e previdenza in particolare), il sistema delle imprese ha fornito alcune risposte, attraverso l’offerta di servizi rivolti ai propri dipendenti. Queste iniziative (sanità integrativa, welfare aziendale, fondi pensione di categoria o aziendali) rappresentano tuttavia una soluzione parziale, soprattutto in relazione all’ambito di applicazione: esse, infatti, riguardano principalmente i lavoratori dipendenti di imprese medio-grandi, con contratti a tempo indeterminato. Ma nella situazione attuale, caratterizzata da una crisi profonda del modello occupazionale classico, con una crescente fascia della popolazione, in particolar modo under 35, colpita come mai nel passato da una dilagante disoccupazione (con tassi di inattività senza precedenti storici a partire dagli anni ’50), è evidente come la soluzione offerta negli anni ’90 e fino a inizio millennio dal welfare aziendale non possa più costituire una risposta adeguata all’arretramento del welfare state. Esiste infatti una vasta e crescente platea di cittadini che non possono accedere a questi benefici, vuoi perché i loro datori di lavoro non sono in grado di fornirli, vuoi perché hanno vite professionali discontinue. Si tratta di dipendenti di piccole o micro imprese, di lavoratori autonomi, di professionisti non iscritti ad albi, di lavoratori precari. La loro posizione è aggravata dal fatto che si tratta di soggetti disabituati alla ricerca di soluzioni collettive, scarsamente aggregati in corpi intermedi in grado di mediare con il sistema di offerta. In buona sostanza, una quota significativa di un’intera generazione manca di un adeguato grado di consapevolezza su quanto il sistema di welfare pubblico sia in grado di offrire loro e non conosce (in molti casi perché non esistono) degli strumenti per far fronte al probabile disagio in cui, sempre più spesso, si trovano e si troveranno. In questo contesto, si può dunque asserire che oggi più che mai in Italia (e in generale in tutti i paesi occidentali interessanti dai medesimi fenomeni socio-economici descritti) ci sia un enorme bisogno latente e largamente insoddisfatto di trovare risposte negli alvei dell’assistenza, dell’inclusione, dell’accessibilità e della sanità, elaborando modelli alternativi e innovativi in grado di colmare il grande gap esistente tra il vecchio modello pubblico e quello puramente di mercato. Tale mercato è talmente ampio da non essere più saturato dall’offerta del Terzo Settore che, in particolar modo in Italia, ha sempre trovato in questo interstizio la sua naturale collocazione. Per ragioni di insufficienza di capacità di offerta, scarsa efficienza produttiva, crisi di legittimazione (specie agli occhi delle nuove generazioni) e ridimensionamento del meccanismo di finanziamento statale (ad esempio mediante il meccanismo della convezione), anche le cooperative e le organizzazioni non profit hanno l’esigenza di innovarsi nel modo di occupare questo spazio di mercato. Non sorprende dunque il moltiplicarsi di esperienze imprenditoriali, talvolta legate e talvolta no a cooperative e imprese sociali storiche, che sfruttando il potenziale delle nuove tecnologie e/o innovando i modelli di servizio, hanno occupato con successo questo vuoto di mercato. Ad esempio, oggi si contano nel mondo oltre 100 mila app (per Apple e Android)

iC-Innovazione Culturale: l’evento finale

11 dicembre 2015
iC – Innovazione Culturale 2015 giunge al suo momento clou: la presentazione ufficiale delle 12 nuove imprese! Martedì 15 dicembre, dalle 17 alle 19.30 presso Base Milano (Via Tortona, 54), si terrà la finale della seconda edizione di iC – Innovazione Culturale, il progetto promosso e finanziato da Fondazione Cariplo, in collaborazione con Fondazione Fitzcarraldo e Make a Cube³. iC-Innovazione Culturale punta a far nascere e sostenere idee creative e culturali capaci di generare un impatto significativo nei modi di fare, vivere, condividere e valorizzare il patrimonio artistico e storico italiano. Quest’anno, dopo una selezione tra quasi 400 partecipanti, in 12 team hanno avuto accesso alla Fase 2. Le 12 idee selezionate hanno partecipato a un percorso di accompagnamento di tre mesi, progettato da Make a Cube³ e Fondazione Fitzcarraldo, e realizzato grazie anche al contributo di più di 100 tra docenti, mentori, testimonial, etc. Questa fase del percorso è stata dedicata alla pianificazione e validazione del progetto di impresa, attraverso workshop, esperienze collettive, lavoro 121 e momenti di incontro con esperti, istituzioni e organizzazioni culturali e imprese. Nel loro futuro, ci sarà poi la possibilità di richiedere un contributo a fondo perduto a Fondazione Cariplo fino a 150.000€, erogato a fronte di una chiara identificazione della capacità delle nuove imprese di generare innovazione nel sistema culturale, trovando un percorso imprenditoriale sostenibile nel tempo. Le 12 nuove imprese che saranno presentate martedì 15 dicembre sono: Art Stories vuole proporre una webapp di educazione al patrimonio culturale per le scuole primarie, mettendo in vendita dei kit digitali che accompagnano le scuole a lavorare sul patrimonio delle città italiane, dall’aula al territorio. Memoria (ex robin) grazie all’ausilio di sistemi robotici proprietari ad alta efficienza e a una piattaforma digitale per la gestione dei dati, è in grado di assistere musei, Pubbliche Amministrazioni e collezioni private nell’acquisire in digitale, tenere monitorate, archiviare, valorizzare e gestire intere collezioni di dipinti, depositi inclusi. Koral l’attività core consiste nella produzione di tracce audio e nella loro erogazione in streaming. I fornitori saranno musicisti e studi di registrazione, i clienti/utenti saranno cori. Glitch (ex Art Hero) audience engagement per le istituzioni culturali attraverso un servizio basato su corner multimediali interattivi da vendere e/o noleggiare a musei e altre istituzioni; attraverso i corner le persone potranno vivere un’esperienza immersiva nelle opere d’arte esposte e da questa produrre gadget personalizzati. Dramatrà – Città in Scena  servizio di visite teatralizzate che mirano a superare la visione classica di teatro come fine e usarlo come mezzo per raccontare i luoghi della cultura. ArtHome mette in contatto committenti con artisti che svilupperanno un progetto artistico all’interno dello spazio privato del committente. Italytodo (ex Tuomuseo) una piattaforma di vendita di attività culturali/turistiche in collaborazione con musei e associazioni culturali per creare e selezionare le migliori attività sul territorio, destinate a turisti culturali italiani e stranieri. Tribook la piattaforma web dove trovare il libro che ci interessa nelle librerie cittadine, acquistarlo on-line e farselo recapitare in bicicletta nel giro di poche ore, per un acquisto ecologico e a sostegno delle realtà

Startup: posizioni aperte da Make a Cube³

26 ottobre 2015
Cresce il mondo delle startup. Crescono idee, progetti e opportunità. Sono aperte da Avanzi/Make a Cube³ tre posizioni. Sei tra i profili? Scrivici! Posizione 1: Junior Project Manager Stiamo cercando, per una startup che opera nel settore medico, un project manager junior che partecipi allo sviluppo della nuova impresa. Chi siamo La startup – in fase di incubazione presso Make a Cube³ – ha terminato una prima fase di validazione del servizio e si appresta ora a sviluppare una versione beta della piattaforma e a raggiungere i primi clienti/utenti. La startup ha messo a punto un servizio estremamente innovativo nell’ambito della diagnosi e terapia a distanza che permette a pazienti e familiari di accedere a ultra-specialisti. La/il candidata/o: Dovrà affiancare il management team in tutte le attività relative al lancio del progetto (sviluppo della piattaforma, contatto con utenti, contatto con ultraspecialisti, predisposizione di materiali di comunicazione, monitoraggio dei risultati delle diverse fasi, preparazione di dossier per business partner e finanziatori) Ha conseguito una laurea in economia o in ingegneria gestionale Ha una buona conoscenza dell’inglese, sia scritto che parlato Ha una spiccata attitudine all’innovazione Sa relazionarsi con esperti e specialisti, dimostrando capacità di ascolto, di ingaggio e di interpretazione Ha il desiderio di partecipare alla fase iniziale di sviluppo d’impresa, apportando entusiasmo, idee, proposte, di progresso e di contenuto Ha una buona autonomia nello sviluppare le diverse attività Ha spiccate capacità relazionali e comunicative e sa relazionarsi con clienti (e potenziali clienti) nell’attività di customer development e customer care Elementi preferenziali saranno un’esperienza, anche limitata, in una startup digitale (meglio se piattaforma multisided), la conoscenza dell’approccio lean, un certo grado di conoscenza della piattaforma wordpress o altri linguaggi di programmazione, conoscenza dei principi di base della sharing economy. Come candidarsi. Inviando a info@makeacube.com entro il 10 di novembre un cv con lettera di motivazione ed eventuale link a video di presentazione. Indicando in oggetto Posizione 1. Posizione 2: junior business developer E’ laureata/laureato preferibilmente in Economia e Commercio, Ingegneria Gestionale o Marketing, con massimo due anni di esperienza professionale post – laurea. Nel caso di laurea tecnica (es informatica) può vantare esperienza documentabile di product/account manager. La/il candidato si occuperà della valutazione di progetti d’impresa, dell’affiancamento a team di giovani e aspiranti imprenditori interessati a sviluppare imprese ad alto valore ambientale e sociale, dell’animazione di workshop e di verifica di stato di avanzamento. L’attività sarà prevalentemente orientata all’assistenza nella fase di customer development e validazione, all’analisi critica dei test di validazione, alla progettazione e sviluppo del servizio, modello di business e del piano economico-finanziario. Conosce l’approccio lean startup. E’ fluente in inglese, scritto e parlato, ha spiccate doti relazionali, è abituata/o a parlare in pubblico, gestire workshop e a lavorare in gruppo. E’ una persona curiosa, creativa e abituata al rispetto delle scadenze e affidabile. Ha rispetto per il lavoro degli altri e ha una solida etica professionale. E’ flessibile, sa lavorare sotto stress, sa trasmettere entusiasmo e voglia di fare. Elementi preferenziali: ha partecipato come support o product manager allo sviluppo

Startup e mondo corporate: è il momento di collaborare

19 ottobre 2015
Quanto è difficile, oggi, la collaborazione tra il piccolo mondo delle startup e le grandi aziende? Lo scorso 2 ottobre, nel nostro spazio Avanzi – Barra A, abbiamo affrontato la questione grazie a un incontro organizzato da BNP Paribas in collaborazione con MakeaCube³, Avanzi – Sostenibilità per Azioni, Ergo Ratio e Trivioquadrivio. L’obiettivo era quello di creare un’occasione di confronto tra queste due realtà. Cinque le startup invitate a presentare i loro progetti e a prendere parte al dibattito finale sulle attuali difficoltà di collaborazione ma, soprattutto, sulle future possibilità di sviluppo di relazioni durature tra i due mondi. Queste le startup che hanno preso parte all’iniziativa: RiskAPP è una startup padovana che ha sviluppato un algoritmo che permette di calcolare il danno indiretto all’interno di un’azienda di una catastrofe naturale e di descrivere il processo di recupero della funzionalità di un ciclo produttivo dopo un evento dannoso. Sardex è un circuito economico integrato progettato per facilitare la relazione tra soggetti economici operanti in un determinato territorio e per fornire loro strumenti di pagamento e di credito complementari e paralleli. Una moneta complementare per rispondere alla crisi. Bepart – The Public Immagination Movement è una piattaforma per trasformare la città in uno spazio espositivo in realtà aumentata e progettato da tutti. Si tratta di un’idea innovativa che sfrutta le nuove tecnologie e i media per sviluppare contenuti creativi e metodi contemporanei di fruizione dell’arte. Dolab si considera un ecosistema digitale. Creano circoli virtuosi che partono dalla formazione, passano per il networking, per arrivare al lavoro, nel tentativo di fare formazione e, allo stesso tempo, di essere un punto di raccordo tra professionisti e aziende. Qurami è la app che fa la fila al posto nostro. Permette alle aziende di gestire meglio i tempi di attesa dei propri clienti clienti e permette ai clienti di prendere il numero per la fila tramite cellulare, conoscere il tempo di attesa stimato e ricevere una notifica dell’avvicinarsi del proprio turno. Dopo la presentazione dei progetti, il focus dell’incontro si è spostato sull’importanza del dialogo e sulla necessità di interazione per favorire sia lo sviluppo di nuove idee, sia fenomeni di open innovation e per capire cosa il mondo corporate può imparare dalle startup emergenti e cosa queste possono apprendere dalle grandi aziende.

Idea giusta: 178 idee per l’agro-alimentare

24 settembre 2015
Sono stati presentati nella cornice di EXPO i risultati di “Coltiva l’idea giusta”, la call for ideas per progetti e idee imprenditoriali a scopo sociale o ambientale del settore agro-alimentare. Si conclude così la prima fase de “Il più bel lavoro del mondo”, la startup competition promossa da Make a Change, quest’anno in partnership con UBI Banca e patrocinata dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Il concorso, giunto alla quinta edizione, è indirizzato a tutte quelle idee di business nel settore agro-alimentare che hanno l’obiettivo di massimizzare l’impatto sociale e la sostenibilità. 178 i progetti presentati, 151 dei quali sono risultati idonei ai requisiti del bando, passando così alla successiva fase di valutazione. L’evento di presentazione dei progetti candidati è stato un’occasione per osservare la relazione tra imprenditorialità e settore agro-alimentare. E’ interessante notare come le aree di business più toccate dalle candidature di “Coltiva l’idea giusta” siano state filiera corta e valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche (45%), nuove tecniche di coltivazione (17%) e utilizzo dei terreni agricoli non coltivati (12%). Per quanto riguarda le caratteristiche dei partecipanti, il 47% dei progetti è stato promosso da under 35, mentre l’8% da over 50; il 52% delle candidature è giunto dal Nord Italia, il 26% dal Sud e il restante 22% dal Centro. Un dato particolarmente significativo è riscontrabile nel fatto che il 41% dei progetti proponeva un modello di impresa attento non solo all’impatto sociale ma anche alla valorizzazione di più stakeholder, un approccio in linea con i principi fondamentali della riforma della nuova Agricoltura Sociale. Il concorso prevede due ulteriori processi di valutazione per selezionare 5 finalisti, che verranno affiancati da Make a Change e UBI Banca al fine di elaborare un business plan professionale. Agli inizi di dicembre verrà decretato il vincitore a cui verranno offerti servizi a supporto dello sviluppo, tra i quali risulta un percorso di incubazione della durata di 6 mesi a titolo gratuito tenuto dal nostro staff, per passare da un’idea giusta su carta a una vera e propria realtà imprenditoriale in chiave sociale.

ArtLab 15: cultura e innovazione si incontrano

23 settembre 2015
Un dialogo sull’innovazione volta a sviluppare lo straordinario patrimonio artistico e culturale italiano e renderlo strumento efficace di coesione sociale. Tutto questo è ArtLab 15. Dal 23 al 26 settembre Lecce, Capitale Italiana della Cultura 2015, apre le sue porte a 4 giorni sul tema del management culturale. La manifestazione nasce da un’idea dalla Fondazione Fitzcarraldo e si concentra sul ruolo che arte e cultura hanno per la coesione sociale e lo sviluppo economico. Innovazione culturale e valorizzazione del patrimonio pubblico sono i filoni tematici chiave di questa edizione, che verranno trattati in un ricco programma di incontri, workshop e seminari a cui prenderanno parte istituzioni, organizzazioni culturali, imprese, società civile e amministrazioni pubbliche. Il Castello Carlo V e altre location del centro storico della città saranno palcoscenico per un confronto partecipato su esperienze finalizzate all’innovazione sociale e culturale, su programmi di rigenerazione territoriale volti alla costruzione della sostenibilità economica e sociale e sui temi di fundraising per la cultura, audience development e pratiche di ampliamento e diversificazione dei pubblici. L’iniziativa, interamente gratuita, prevede 25 incontri che coinvolgono oltre 100 relatori: si tratta di un’occasione unica di scambio di idee e confronto critico per tutti coloro che vedono nella cultura un motore di crescita e sviluppo per la società. ArtLab 15 apre mercoledì 23 con due appuntamenti sulla valorizzazione del territorio pugliese. Evento di punta della prima giornata è l’incontro “Cultura, Turismo, Sviluppo verso Matera 2019”, il primo dibattito pubblico finalizzato a trovare possibili sinergie tra gli investimenti in cultura del territorio pugliese e gli interventi in programma a Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, con l’obiettivo di uno sviluppo concreto di tutto il territorio lucano. L’iniziativa organizzata dalla Fondazione Fitzcarraldo, e patrocinata dalla Regione Puglia e dal Comune di Lecce è giunta alla sua decima edizione e continua ad attrarre un pubblico nazionale ed internazionale. Avanzi è tra i sostenitori dell’evento, che ospiterà tra l’altro la presentazione del progetto Culturability a cui abbiamo partecipato come partner operativi. Scarica qui il programma completo dell’evento.

Ready to Impact: i progetti selezionati

28 luglio 2015
Dopo la chiusura della fase di raccolta idee e la successiva fase di valutazione, siamo felici di presentarvi i progetti selezionati nell’ambito del programma di incubazione e accelerazione per startup ad alto impatto, Ready to Impact. Ecco i nomi dei team: Bibak Bibak lavora con le comunità residenti in zone di post­conflitto (iniziando da Kosovo o Afghanistan) per ricreare il tessuto economico e sociale attraverso l’utilizzo di tecnologie per lo sminamento, tecnologie accessibili e riciclabili. Il primo prodotto è una tanica modulare con una combinazione unica di tre sensori per l’identificazione delle mine. La tanica può essere facilmente assemblata e utilizzata dalle comunità locali ed è studiata per contenere anche un marker per le mine, acqua e un kit di soccorso. E’ flessibile tanto da poter essere agganciata a bastoni, attrezzi agricoli e trattori. Attraverso l’utilizzo di questa tanica le comunità acquisiscono skills nel campo dello sminamento, della salute pubblica e della leadership. A sminamento completato, i sensori possono essere riciclati per produrre energia o regolare il flusso dell’acqua per l’agricoltura. Bibak supporta, inoltre, le comunità con cui lavora aiutandole a creare micro-imprese agricole per generare sviluppo economico locale. Connect4Life Portale che offre la possibilità di entrare in contatto con medici altamente specializzati per ottenere una “second opinion” (consulti ultra specialistici) con l’obiettivo di rendere più semplice il confronto diretto senza l’incontro diretto fra medico e paziente (non è strettamente necessario per determinate patologie). La piattaforma punta ad offrire una vera e propria prestazione medico¬sanitaria ultra specialistica e poli-specialistica e si focalizza su aree ben definite e circoscritte come l’oncologia. Exploramy Exploramy offre esperienze turistiche accessibili, certificate, personalizzate a persone con bisogni speciali: disabili motori e sensoriali, anziani, donne in gravidanza, famiglie con bambini, persone con difficoltà di apprendimento, con intolleranze alimentari. Le persone con bisogni speciali non trovano offerte e informazioni chiare, aggiornate, affidabili e facilmente fruibili che garantiscano un’esperienza turistica accessibile e in sicurezza. Exploramy è un marketplace che crea e/o aggrega prodotti e servizi per esperienze di turismo accessibile e li rende facilmente fruibili e acquistabili attraverso una piattaforma web e mobile. Hangreen Hangreen è un modulo di giardino verticale automatizzato che sfrutta la tecnologia Arduino, realizzato con materiali eco-sostenibili e che permette all’utente di coltivare il proprio giardino anche da remoto, gestendone i principali parametri attraverso dei sensori collegati ad un’app mobile. LikeHome LikeHome è un portale ad accesso multi livello che offre la possibilità di ricercare delle figure professionali operanti nel settore socio sanitario: assistenti geriatrici, OSS, animatori, educatori, psicologi, infermieri, fisioterapisti, medici specialisti, etc. Una vetrina innovativa, con funzioni che normali siti di annunci non hanno, che promuova l’incontro tra domanda e offerta del socio sanitario, mettendo in rete di professionisti socio sanitari per soddisfare i bisogni della non autosufficienza. Attraverso LikeHome, famiglie e aziende che hanno in carico una non autosufficienza posso ricercare la figura professionale di cui necessitano beneficiando di un contatto diretto tra fruitore ed erogatore del servizio. Allo stesso tempo, i professionisti iscritti alla piattaforma avranno maggiore possibilità di trovare incarichi lavorativi

Ready to Impact: gli investitori sostengono il progetto

14 maggio 2015
Mancano poco più di 10 giorni alla chiusura della call Ready to Impact, il nostro specialissimo programma di incubazione e accelerazione per startup e innovatori sociali, che presentiamo oggi 14 maggio 2015 a Milano alle 18 con tutte le caratteristiche e le novità delle ultime settimane. Quella più importante riguarda sicuramente le partnership: abbiamo raccolto attorno a Make a Cube³ un bel numero di partner di qualità. Crediamo, infatti, che per sviluppare un progetto sfidante di innovazione sociale, nella forma di impresa, magari scalabile o replicabile, sia necessario essere affiancati da abilitatori e compagni di strada. Il primo abilitatore è proprio Make a Cube³, incubatore e acceleratore che in questi ultimi anni ha aiutato non pochi innovatori in ambito ambientale, sociale e culturale a fare impresa, a fare impresa d’impatto. Ma oltre all’esperienza di Make a Cube³, mettiamo sul piatto importanti elementi della filiera dell’innovazione, da partner industriali a investitori. Proprio su questi ultimi ci siamo concentrati nelle ultime settimane, siglando accordi di lungo periodo con soggetti che per natura e orientamenti coprono tutti i tasselli dell’investimento in equity: dPixel, ormai storici partner di Make a Cube³, che entrano nel capitale di società digitali, con una forte componente sociale. Una su tutte: Sardex e tutte le figlie locali della straordinaria moneta complementare. Di Sardex e del legame con dPixel sentiremo di certo parlare nel prossimo futuro. IBAN (Italian Buisiness Angel Network), la più importante rete di angel investor in Italia. Hanno la sede qui da noi, nel nostro ufficio, ma di avventure assieme abbiamo voglia di iniziarne ancora tante altre. A cominciare dall’integrazione incubazione-investimento. CoopFond, lo strumento di investimento di LegaCoop che sostiene il primo, secondo e terzo miglio di progetti di impresa in forma cooperativa. Alimentato con il 3% degli utili delle cooperative, cerca e sostiene deal di qualità. Vediamo se riusciamo a portarne qualcuno. StarsUp, la prima piattaforma di equity crowdfunding in Italia. Come primo progetto ha proprio scelto un’impresa dalla forte vocazione ambientale (Cantieri Savona), raccogliendo 380.000€. Siamo Soci, la prima piattaforma di matching tra startup e investitori, in particolare angel investor. Basta guardare sul sito per capire quanti progetti chiudono un primo round da 250.000€. E poi, last but not least, tra qualche settimana annunceremo il nostro strumento di investimento (ancora segretissimo!) che affiancherà l’attività di incubazione e sosterrà le imprese che da un programma come Ready to Impact usciranno, rafforzate. Perché tutto questo? Perché questa è la nostra battaglia, culturale e strategica: rendere le imprese – a forte valore sociale, culturale e ambientale – investibili, e metterle in connessione con investitori pazienti e attenti agli impatti. Gli investitori saranno partner e abilitatori, insieme a noi. Se hai un’idea di valore, non lasciarla in un cassetto. Passa a trovarci all’evento di presentazione. Stiamo aspettando solo le vostre idee. Evento Facebook 14 maggio h 18

Orange Fiber: il primo tessuto da agrumi del mondo

6 maggio 2015
Orange Fiber è una startup che sviluppa filati innovativi e vitaminici dagli agrumi. L’obiettivo è quello di creare un tessuto sostenibile e cosmetico che risponda all’esigenza di innovazione dei brand di moda. Per farlo, le due cofounder, Adriana Santanocito e Enrica Arena, hanno deciso di riutilizzare le oltre 700.000 tonnellate di sottoprodotto (chiamato pastazzo) che l’industria di trasformazione agrumicola italiana produce annualmente. Quello che è sempre stato un ostico problema da risolvere, diventa così una grande opportunità. L’idea arriva da Adriana che immagina per la sua tesi un tessuto vitaminico ricavato dagli agrumi. Condivide l’idea con Enrica e con tanta creatività e voglia di osare iniziano a gettare le basi del loro progetto. Il passo successivo è indagare la reale possibilità di estrarre cellulosa dagli scarti degli agrumi. Conducono, quindi, presso il Politecnico di Milano uno studio di fattibilità e di industrializzazione che porta allo sviluppo di un brevetto, depositato in Italia ed esteso a PCT internazionale. E’ a questo punto che le due partecipano a Changemakers for Expo promosso da Expo, Telecom Italia e Make a Cube³. Una rampa di lancio che consente di costituire, nel febbraio 2014, l’azienda Orange Fiber (sede a Catania e in Trentino). Due Business Angel, un avvocato e TrentinoSviluppo finanziano il progetto. A settembre 2014 viene presentato in anteprima il primo tessuto da agrumi al mondo, composto da acetato da agrumi e seta in due varianti: raso tinta unita e pizzo. E questo è solo l’inizio, considerato che Orange Fiber ha appena vinto il Premio Onu per le startup. Riciclo, innovazione e benessere: sono questi gli elementi chiave di Orange Fiber. Grazie all’utilizzo delle nanotecnologie, questo progetto di moda sostenibile non esaurisce il suo impatto positivo nel riciclo degli scarti alimentari. L’altra grande innovazione sta nel fatto che i tessuri prodotti contengono e sono in grado di rilasciare vitamine A, C ed E, quando si trovano a contatto con la pelle. E’ un po’ come se si indossasse una salutare crema cosmetica sul corpo. Mantenendo una visione internazionale Orange Fiber è fortemente legato al territorio in cui è stato concepito e alla tradizione tessile italiana di cui sta diventando una indiscussa eccellenza.

Sardex: combattere la crisi con nuove idee vincenti

4 maggio 2015
Sardex è un circuito economico integrato progettato per facilitare la relazione tra soggetti economici operanti in un territorio, e per fornire loro strumenti di pagamento e di credito complementari e paralleli. Una moneta complementare per rispondere alla crisi, promuovendo la ricchezza dei territori, riattivando i consumi e le produzioni locali e offrendo un supporto reale al rilancio dell’economia. Tra i suoi sostenitori ci sono l’Università di Yale, la Regione Lombardia, la Commissione Europea e dPixel, nostro partner per Ready to Impact. Ad oggi sono più di 2000 le imprese che hanno aderito al circuito. Per ciascuna di esse Sardex rappresenta a tutti gli effetti un mercato complementare ed aggiuntivo, che non va a sostituirsi all’attuale mercato, ma piuttosto va a sommarsi ad esso, consentendo di ottimizzare le capacità produttive, di liberare preziosa liquidità e di usufruire di uno strumento di finanziamento e di marketing economico e innovativo. Come funziona Ad ogni impresa viene aperto un conto presso la camera di compensazione del Circuito. Il conto è denominato in una valuta interna: il Credito Commerciale Sardex, spendibile esclusivamente all’interno della rete. Ogni conto ha saldo iniziale pari a zero. Ad ogni azienda è accordata la possibilità di “andare in rosso”, entro determinati limiti, e attraverso questo “scoperto” può effettuare acquisti presso altri iscritti alla rete. Ad ogni acquisto sul conto dell’acquirente viene addebitato un ammontare pari al prezzo di vendita del bene/servizio acquistato. Viceversa sul conto del fornitore sarà accreditato lo stesso importo. Le aziende che evidenziano un saldo negativo potranno portare a pareggio il proprio saldo semplicemente effettuando vendite presso altre aziende aderenti al Circuito. Allo stesso modo, le aziende con saldo attivo, potranno monetizzare i Crediti Sardex accumulati facendo acquisti presso le altre imprese iscritte. Partito dalla Sardegna, Sardex negli ultimi mesi si sta diffondendo anche nel resto dell’Italia. Oltre che in Lombardia, il modello è stato replicato anche in Piemonte (Piemex.net), in EmiliaRomagna (Liberex.net), in Lazio (Tibex.net), in Abruzzo (Abrex.net), in Molise (Samex.net) e nelle Marche (Marchex.net). L’idea di evitare il pagamento in Euro ha convinto così tanto gli imprenditori al punto da pagare gli stipendi, o parte di questi, in Sardex. Più di 1200 dipendenti delle aziende del Circuito hanno chiesto di essere pagati in Sardex. Questo facilita di gran lunga le procedure per i pagamenti, soprattutto per le aziende in crisi. C’è chi addirittura ha chiesto un anticipo del Tfr in Sardex. Ad esempio, con 10000 Sardex si può avviare una ristrutturazione a casa. Il dipendente chiede un anticipo all’azienda e poi si impegna a restituire il credito a tasso zero nei mesi successivi. Pensate come sarebbe difficile fare tutto ciò con l’Euro e soprattutto con le banche. Insomma in Sardegna si vive anche senza Euro. La moneta imposta dall’Ue si usa per le spese ordinarie, per tutto il resto si usa Sardex. L’obiettivo per il 2015 è quello di arrivare a più di 3250 imprese e passare da i 30 milioni di transazioni del 2014 a 60 nel 2015.

Ready to Impact: Roadshow a Cagliari, Bologna e Palermo

4 maggio 2015
Ready to Impact è pronto a ripartire per proseguire il viaggio che lo ha portato, e lo porterà nei prossimi giorni, a toccare alcune delle principali città italiane. Dopo la prima tappa di Napoli, infatti, il 4 Maggio la carovana di Make a Cube³ sbarcherà in Sardegna per la seconda tappa del suo roadshow. L’evento, che avrà luogo a Cagliari presso l’Open Campus Tiscali, ha come obiettivo primario quello di presentare al pubblico il programma di incubazione e accelerazione dedicato alle imprese ad alto impatto sociale e ambientale. Allo stesso tempo, sarà un’occasione aperta a tutti coloro che sono interessati ad applicare al bando per confrontarsi e discutere con un team di Make a Cube³ che si metterà a disposizione per fornire una prima analisi ed un primo feedback su idee e progetti che gli saranno sottoposti. Il viaggio procederà con una terza tappa a Bologna, prevista per giorno 5 Maggio. L’intervento di Make a Cube³ si collocherà all’interno della tappa bolognese del tour Allora Crealo! promosso da Euricse in collaborazione con RENA, SocialSeed e Kilowatt e dedicato all’imprenditoria ad impatto sociale. Sarà uno spazio di informazione, confronto e approfondimento all’interno del Festival dell’Economia di Trento dedicato alla nuova imprenditorialità e alle idee che stanno cambiando il mondo del lavoro. Ultima città che accoglierà Ready to Impact nel suo percorso di diffusione è Palermo. Il 6 Maggio presso la sede dell’incubatore del Consorzio Arca, all’interno del campus universitario di Palermo, si svolgerà un incontro, in collaborazione con Clac e Next (Nuove Energie X il Territorio), che verterà sul tema delle imprese ad alto valore sociale e ambientale, andando a suddividersi in due momenti. Nella prima parte si discuterà con esperti circa le potenzialità dell’impresa sociale, in particolare per la città di Palermo, e di neo-imprenditorialità e incubazione. La seconda sarà dedicata al programma di Ready to Impact con a valle uno spazio dedicato ad incontri con il pubblico. 4 Maggio – Cagliari – Evento Facebook / Per iscriverti clicca qui qui 5 Maggio – Bologna – Evento Facebook  6 Maggio – Palermo – Evento Facebook / Per iscriverti cliacca qui

Salone del Mobile: l’Ex-Ansaldo diventa Design Center

13 aprile 2015
Durante la settimana del Salone del Mobile (14 – 19 aprile 2015), lo spazio Ex- Ansaldo si trasforma nel Design Center: luogo di informazione, aggregazione e sperimentazione – animato da conferenze, eventi, cene e spettacoli per un pubblico eterogeneo. Il Design Center, realizzato in collaborazione con Abitare e ASUS, sarà aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 22.00. L’Infopoint, con Press Office, disegnato dallo studio Lascialascia, sarà il punto di riferimento per raccogliere tutte le informazioni su eventi, appuntamenti ed esposizioni della design week milanese. Sarà possibile aggiornarsi, ricaricarsi in tempo reale nell’Isola Tech e navigare tra tutte le app del salone con Notebook ASUS EeeBook X205. Abitare sarà presente con una redazione temporanea in collaborazione con Pedrali. Capo redattori, fotografi, videomakers, blogger e influencer si muoveranno tra la fiera e gli appuntamenti in città. Il Design Center Ex-Ansaldo mette a disposizione i seguenti servizi: – Coworking: 50 postazioni a disposizione del pubblico, di startup e progetti innovativi come MyHoming, On printed paper, What a Space, Bepart e I Distratti. Il coworking, realizzato da Il Mercatino di Penelope, sarà attrezzato con cucina Composit e animato da food experience by Gnammo; – Meeting room: per incontri e presentazioni; – Area Relax: 100% green con orti mobili e carrelli albero di esterni design, un Divano Vegetale di Lugano al Verde, in collaborazione con Helpling. Un’oasi di decompressione nella settimana più caotica dell’anno, in cui potersi isolare grazie alla musica in cuffia curata da Piano City Milano; – Info Point e Isola Tech con Notebook ASUS EeeBook X205: per aggiornarsi in tempo reale su tutto quello che succede durante la Design Week; – Bookshop by On printed paper: vendita diretta e possibilità di acquisto online; – Area Fablab: WeMake con il programma Maker in Residence (Circular Kitic – by Knitic, The Culture Dress – By Afroditi Psarra e Dafni Papadopoulou e 5-30 Minute Chair – by Atfab) e OpenDot che presenterà le loro 5 attività (user group, workshop, hackathon, community, progetti speciali); – Intrattenimento: ogni sera, programmazione musicale by I Distratti e Via Audio con bar e ristorazione by Turnè Night Bar e Biko. Non solo info point e servizi al visitatore, ma anche Exhibitors internazionali, occuperanno gli spazi dell’Ex-Ansaldo. Non mancate! 14-19 aprile 2015 ore 10am – 10pm Press day 13 aprile 2015 ore 3pm – 7pm Open Night 16 aprile 2015 ore 7 pm – 12am Via Tortona 54 / Via Bergognone Accesso libero Sito web/Facebook/Evento Facebook #designcenter #exansaldo #tortonadesignweek

SpringUP!: la call è aperta

10 aprile 2015
Al via la seconda edizione del progetto SpringUP!: la primavera delle imprese creative in Brianza.  Il Distretto Culturale Evoluto di Monza e Brianza e Make a Cube³ sono alla ricerca di progetti innovativi di impresa culturale e creativa interessati a sviluppare la propria attività sul territorio della provincia di Monza e Brianza. Per fare ciò, i migliori 5 progetti, selezionati tra quelli che parteciperanno alla call, vinceranno un percorso di affiancamento all’avvio di impresa che mette a sistema le migliori opportunità offerte dal territorio: tutoraggio, networking, postazioni di lavoro, consulenze tecniche, servizi di prototipazione e molto altro! Il bando di selezione è aperto dal 1 aprile al 15 maggio 2015. A chi si rivolge? Il bando SpringUp! 2 si rivolge a persone che vogliono trasformare in un lavoro la propria passione per la cultura e la creatività. La selezione è aperta a progetti imprenditoriali proposti da realtà già costituite, profit e no profit, e operative da non più di 24 mesi, e da singoli o team di aspiranti imprenditori. Il bando è aperto a cittadini maggiorenni di ogni nazionalità. Le idee imprenditoriali devono rientrare nelle categorie comprese nella definizione di “Imprese Creative e Culturali” (creative company in inglese). In particolare si fa riferimento al “Libro Bianco sulla Creatività” pubblicato nel 2009 dalla Commissione sulla Creatività e Produzione di Cultura in Italia. Si cercano idee di impresa capaci di dimostrare: – Un modello di business strutturato sulla vendita di prodotti, servizi, competenze su mercati B2B o B2C; – Caratteristiche di innovatività, ovvero in grado di generare un miglioramento rispetto all’offerta esistente o di rispondere a bisogni insoddisfatti e a opportunità non colte (principio di efficacia) in maniera duratura nel tempo (principio di sostenibilità) attraverso l’attivazione di risorse monetarie e non (es. competenze, tempo, ecc.). Cosa offre? Il percorso SpringUp! 2 mette a disposizione dei 5 migliori progetti imprenditoriali un’offerta di servizi che massimizza le possibilità del team proponente di attivare l’attività di impresa in maniera rapida e efficiente. Nel dettaglio, i 5 team vincitori potranno usufruire di: Tutorship, Networking, Mentorship, Postazioni di lavoro e Consulenze tecnico-professionali.

L’Ex-Ansaldo: una fabbrica di creatività a Milano

1 aprile 2015
E’ possibile immaginare una fabbrica di creatività al centro di Milano? Assolutamente sì! E ieri mattina nello spazio Ex-Ansaldo finalmente aperto alla città ne abbiamo avuto la certezza concreta. La diversità come punto di forza, la cultura come linguaggio, il luogo come spazio d’incontro aperto e partecipativo fra idee, opportunità e produzione: sarà un nuovo progetto creativo per Milano quello che Arci Milano, Avanzi, esterni, H+ e Make a Cube³, assieme al Comune, stanno sviluppando all’interno dell’Ex Stecca delle Acciaierie Ansaldo, dopo essersi aggiudicati, lo scorso luglio, il bando pubblico per la gestione degli spazi per i prossimi 12 anni. Uno spazio di oltre 6000 mq che sarà un luogo nuovo per Milano: un punto di riferimento trasversale, multidisciplinare e attento ai linguaggi della contemporaneità, per l’incontro di idee e produzione creativa. L’Ex-Ansaldo sarà una moderna fabbrica di produzione culturale dove incubazione, produzione e fruizione coesisteranno in un unico spazio per la formazione, la creatività, gli eventi, l’impresa, la ristorazione e il tempo libero. Al suo interno si produrranno idee e imprese, si coprirà tutto il ciclo dei prodotti, per far sì che ricerca e sperimentazione possano diventare motore di crescita sociale e culturale. Un acceleratore nella creazione di brand culturali e di imprese della creatività del tessuto cittadino, per sviluppare economia virtuosa e rigenerativa. Un luogo aperto a tutta la città ma dal respiro internazionale dove far crescere le proprie idee e i propri progetti in una dimensione collettiva. Il primo appuntamento sarà durante il Salone del Mobile quando, all’interno degli spazi, sarà allestito il Design Center Ex Ansaldo. I partner del progetto si sono presentati con questo video: net01 net02 net03 net04 net05 net06 net07 net08 eco01 eco02 eco03 eco04 eco05 eco06 eco07 www01 www02 www03 www04 www05 www06 www07

Ready to Impact: la call è aperta

27 marzo 2015
Finalmente ci siamo. Si apre oggi la call di Ready to Impact: il nostro programma di incubazione e accelerazione pensato per rispondere ai bisogni emergenti della collettività. Ready to Impact sostiene i progetti che puntano a diventare i migliori business ad alto impatto sociale e ambientale. Dall’incubazione all’accelerazione Crediamo che oltre a fare nascere le idee, occorra adoperarsi perché spicchino il volo. Abbiamo, quindi, strutturato un percorso incrementale, dalla pre-incubazione all’accelerazione, passando per la validazione dell’idea e del team (fase di incubazione). Per questo abbiamo scelto il nome, Ready to Impact, che richiama uno stadio evolutivo preciso: cerchiamo idee pronte a generare impatto, e pronte ad arrivare sul mercato (anche quello dei capitali). Compartecipiamo al rischio d’impresa Ci siamo sempre definiti compagni di strada. Ma da oggi vogliamo essere ancora di più. La remunerazione del nostro supporto, il nostro business model, è tutta “a rischio”: chiediamo un diritto d’opzione per l’acquisto di quote, come fanno altri incubatori in giro per il mondo nel settore digitale, manifatturiero, high tech e biomedicale. Siamo forse i primi a farlo nel campo del social business. Se andrà bene a voi, anche grazie al nostro supporto, andrà bene anche a noi. HD – High Density Il percorso è ad alta densità e intensità. E’ anche ad alto “tasso di comunità”. Lavorerete insieme, nello stesso spazio e negli stessi giorni, circondati da un network di specialisti, mentor, partner, imprenditori che ce l’hanno fatta. E’ anche un percorso molto selettivo: diventare imprenditori e fare un’impresa Ready to Impact non è un gioco da ragazzi. Noi ci mettiamo tutti il nostro impegno. Lo stesso  chiediamo a voi. kitty01 kitty02 kitty03 kitty04 kitty05 kitty06 kitty07 kitty08 kitty09 shopping categorys clouds outlet station net01 net02 net03

Innovazione Culturale: 1.500.000 di euro per le imprese culturali e creative

22 marzo 2015
Al via la seconda edizione di iC – Innovazione Culturale, il bando di Fondazione Cariplo rivolto alle imprese creative e culturali. Con questo progetto Fondazione Cariplo vuole concentrarsi sul sostegno a quelle pratiche utili, sostenibili e replicabili, in grado di generare un impatto significativo nei modi di fare, pensare, vivere e condividere cultura e valorizzare il patrimonio storico-artistico del nostro Paese. Per realizzare questo obiettivo Fondazione Cariplo cerca aspiranti imprenditori che abbiano immaginazione, passione per la cultura e concretezza. Tre fasi per raccogliere idee d’innovazione culturale, selezionarle e accompagnare le migliori alla creazione e avviamento d’impresa. Quest’anno è previsto un approccio rivolto più alla sperimentazione e meno alla pianificazione e più spazio per condividere innovazione con le Istituzioni culturali. Il budget è di 1.500.000 € con la possibilità per ogni impresa di ottenere un contributo a fondo perduto per l’avviamento del valore massimo di 150.000 €. Nella prima edizione sono state esaminate 451 proposte, classificate secondo caratteristiche generali, che una volta trattate e rese anonime secondo gli standard internazionali, sono state inserite in una Banca dati accessibile a tutti in modalità Open Data. Sempre nella prima edizione, sono state selezionate 12 idee, ognuna con il suo gruppo di lavoro, che sono state aiutate – attraverso un percorso di accompagnamento di tre mesi – a trasformarsi in impresa e sono state supportate con un contributo all’avviamento. Grazie alla collaborazione dell’incubatore Make a Cube³ e della Fondazione Fitzcarraldo, Fondazione Cariplo punta a creare una comunità di innovatori culturali sempre più grande, connessa e qualificata. Per maggiori informazioni: Ic – Innovazione Culturale 2015

Musicraft: al via la prima Masterclass

19 marzo 2015
MusiCraft, la neonata associazione culturale con sede a Milano (vincitrice del bando IC–Innovazione Culturale 2014 promosso e sostenuto da Fondazione Cariplo), si propone di diventare un punto di riferimento per tutti quegli artisti emergenti in campo musicale che avvertono l’urgenza di una maggiore consapevolezza di quello che è il mondo della musica in Italia. “La musica è un lavoro” slogan che negli ultimi mesi Musicraft ha lanciato sui propri canali social ha voluto essere un primo stimolo: “Una campagna per diffondere, innanzitutto, una cultura della professionalità in ambito musicale e allo stesso tempo una sollecitazione nei confronti degli quegli artisti emergenti, che spesso si sentono incompresi, a cui è necessario dire che bisogna cambiare forma mentis, comprendere che il mondo della musica è cambiato radicalmente e che se si vuole vivere di musica, bisogna darsi da fare: lavorare su se stessi” – cosìFrancesca Pagnini, Presidente di MusiCraft. Il video “Musicisti Anonimi” ha colpito nel segno. Claudio Avella, Responsabile Organizzativo di MusiCraftdice che “nel video-teaser abbiamo voluto sintetizzare le frustrazioni degli artisti emergenti offrendone una visione tragicomica. Ma la realtà è proprio questa: chi vuole vivere di musica si scontra quotidianamente con una serie di difficoltà che appaiono insormontabili. Bisognerebbe conoscere meglio il mondo musicale, esserne parte attiva e non subirlo come invece spesso capita”. A breve, da metà febbraio 2015, MusiCraft inizierà la parte formativa vera propria. L’obiettivo è quello di fornire agli associati gli strumenti utili per poter rendere il progetto musicale il fulcro del proprio lavoro che, oggi più che mai, necessita di conoscenze e strumenti che spaziano dalla capacità di auto-prodursi a quella di auto-promuoversi, dalla consapevolezza di cosa, come e quando proporsi alle case discografiche o agli editori musicali, alle iniziative utili per incrementare e migliorare le proprie esibizioni. “I nostri corsi verranno tenuti da operatori del settore musica”, dice Alessandro Cesqui, coordinatore didattico di MusiCraft “che non solo si sono resi disponibili, ma hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa perché consapevoli, loro per primi, di dover mettere a disposizione esperienza e conoscenza se si vuole offrire una possibilità a chi intende davvero lavorare intorno al proprio progetto musicale. Oggi, la capacità di autogestirsi, il self management, è un requisito fondamentale per un artista che vuole sostenere che la musica è un lavoro”. Per maggiori informazioni: www.musicraft.it net01 net02 net03 net04 net05 net06 net07 net08 eco01 eco02 eco03 eco04 eco05 eco06 eco07 www01 www02 www03 www04 www05 www06 www07

Culturability: 999 progetti da tutta Italia

16 marzo 2015
Grande adesione al bando “culturability – spazi d’innovazione sociale”: 999 progetti arrivati da tutta Italia. La call, aperta lo scorso 1° dicembre e dedicata a progetti d’innovazione culturale e sociale, si è conclusa oggi, 6 marzo, alle ore 16. Un’elevata partecipazione che dimostra il fermento e la vitalità che animano il settore culturale e creativo, la voglia di fare e di innovare degli under 35 italiani. Fra quelli ricevuti, saranno selezionati sei progetti che riceveranno ciascuno 60 mila euro: 40 mila come contributo economico diretto a fondo perduto e altri 20 mila in attività di incubazione e formazione. Complessivamente, 360 mila euro stanziati da Unipolis per la seconda edizione del bando “culturability”: Già lo scorso anno, l’iniziativa aveva avuto un grande successo di partecipazione e il budget di 300 mila euro ha permesso la costituzione di 15 start up culturali e creative in forma cooperativa, che occupano decine di giovani. “culturability spazi d’innovazione sociale” è rivolto ad organizzazioni non profit e altri soggetti associativi, cooperative sociali, team di giovani non ancora costituiti, impegnati nella realizzazione di progetti culturali innovativi dalla forte valenza sociale, con particolare attenzione a iniziative che riqualificano spazi abbandonati o degradati, creando occasioni di rigenerazione urbana e di sviluppo a vocazione culturale. I prossimi passi. I 999 progetti saranno sottoposti a una prima valutazione da esperti della Fondazione e dei partner operativi del bando, per selezionare, entro il 15 aprile, venti progetti. Queste venti idee saranno ammesse a un percorso di accompagnamento e formazione finalizzato a migliorare e sviluppare le proposte. I partecipanti seguiranno workshop, avranno un’assistenza individuale e momenti di revisione critica dei progetti. A questo punto, sarà una Commissione di valutazione, composta in maggioranza da esterni alla Fondazione, a scegliere i sei vincitori. Il bando è sviluppato in collaborazione con Avanzi, Make a Cube³ e Fondazione Fitzcarraldo come partner operativi, con il patrocinio e la collaborazione dell’Agenzia Nazionale per i Giovani, con il patrocinio di Cittalia – Fondazione Anci e la media partnership di Nòva24. net01 net02 net03 net04 net05 net06 net07 net08 eco01 eco02 eco03 eco04 eco05 eco06 eco07 www01 www02 www03 www04 www05 www06 www07

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