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    è il primo incubatore e acceleratore in Italia specializzato

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Siamo una joint venture Avanzi e Make a Change.
Dal 2011 ci occupiamo di innovazione sociale.
Offriamo quattro tipologie di servizi.

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La nostra attività è rivolta agli innovatori sociali. Con loro condividiamo l’istinto a cercare di rendere il mondo un posto migliore.

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Ready to Impact: gli investitori sostengono il progetto

14 maggio 2015
Mancano poco più di 10 giorni alla chiusura della call Ready to Impact, il nostro specialissimo programma di incubazione e accelerazione per startup e innovatori sociali, che presentiamo oggi 14 maggio 2015 a Milano alle 18 con tutte le caratteristiche e le novità delle ultime settimane. Quella più importante riguarda sicuramente le partnership: abbiamo raccolto attorno a Make a Cube³ un bel numero di partner di qualità. Crediamo, infatti, che per sviluppare un progetto sfidante di innovazione sociale, nella forma di impresa, magari scalabile o replicabile, sia necessario essere affiancati da abilitatori e compagni di strada. Il primo abilitatore è proprio Make a Cube³, incubatore e acceleratore che in questi ultimi anni ha aiutato non pochi innovatori in ambito ambientale, sociale e culturale a fare impresa, a fare impresa d’impatto. Ma oltre all’esperienza di Make a Cube³, mettiamo sul piatto importanti elementi della filiera dell’innovazione, da partner industriali a investitori. Proprio su questi ultimi ci siamo concentrati nelle ultime settimane, siglando accordi di lungo periodo con soggetti che per natura e orientamenti coprono tutti i tasselli dell’investimento in equity: dPixel, ormai storici partner di Make a Cube³, che entrano nel capitale di società digitali, con una forte componente sociale. Una su tutte: Sardex e tutte le figlie locali della straordinaria moneta complementare. Di Sardex e del legame con dPixel sentiremo di certo parlare nel prossimo futuro. IBAN (Italian Buisiness Angel Network), la più importante rete di angel investor in Italia. Hanno la sede qui da noi, nel nostro ufficio, ma di avventure assieme abbiamo voglia di iniziarne ancora tante altre. A cominciare dall’integrazione incubazione-investimento. CoopFond, lo strumento di investimento di LegaCoop che sostiene il primo, secondo e terzo miglio di progetti di impresa in forma cooperativa. Alimentato con il 3% degli utili delle cooperative, cerca e sostiene deal di qualità. Vediamo se riusciamo a portarne qualcuno. StarsUp, la prima piattaforma di equity crowdfunding in Italia. Come primo progetto ha proprio scelto un’impresa dalla forte vocazione ambientale (Cantieri Savona), raccogliendo 380.000€. Siamo Soci, la prima piattaforma di matching tra startup e investitori, in particolare angel investor. Basta guardare sul sito per capire quanti progetti chiudono un primo round da 250.000€. E poi, last but not least, tra qualche settimana annunceremo il nostro strumento di investimento (ancora segretissimo!) che affiancherà l’attività di incubazione e sosterrà le imprese che da un programma come Ready to Impact usciranno, rafforzate. Perché tutto questo? Perché questa è la nostra battaglia, culturale e strategica: rendere le imprese – a forte valore sociale, culturale e ambientale – investibili, e metterle in connessione con investitori pazienti e attenti agli impatti. Gli investitori saranno partner e abilitatori, insieme a noi. Se hai un’idea di valore, non lasciarla in un cassetto. Passa a trovarci all’evento di presentazione. Stiamo aspettando solo le vostre idee. Evento Facebook 14 maggio h 18

Orange Fiber: il primo tessuto da agrumi del mondo

6 maggio 2015
Orange Fiber è una startup che sviluppa filati innovativi e vitaminici dagli agrumi. L’obiettivo è quello di creare un tessuto sostenibile e cosmetico che risponda all’esigenza di innovazione dei brand di moda. Per farlo, le due cofounder, Adriana Santanocito e Enrica Arena, hanno deciso di riutilizzare le oltre 700.000 tonnellate di sottoprodotto (chiamato pastazzo) che l’industria di trasformazione agrumicola italiana produce annualmente. Quello che è sempre stato un ostico problema da risolvere, diventa così una grande opportunità. L’idea arriva da Adriana che immagina per la sua tesi un tessuto vitaminico ricavato dagli agrumi. Condivide l’idea con Enrica e con tanta creatività e voglia di osare iniziano a gettare le basi del loro progetto. Il passo successivo è indagare la reale possibilità di estrarre cellulosa dagli scarti degli agrumi. Conducono, quindi, presso il Politecnico di Milano uno studio di fattibilità e di industrializzazione che porta allo sviluppo di un brevetto, depositato in Italia ed esteso a PCT internazionale. E’ a questo punto che le due partecipano a Changemakers for Expo promosso da Expo, Telecom Italia e Make a Cube³. Una rampa di lancio che consente di costituire, nel febbraio 2014, l’azienda Orange Fiber (sede a Catania e in Trentino). Due Business Angel, un avvocato e TrentinoSviluppo finanziano il progetto. A settembre 2014 viene presentato in anteprima il primo tessuto da agrumi al mondo, composto da acetato da agrumi e seta in due varianti: raso tinta unita e pizzo. E questo è solo l’inizio, considerato che Orange Fiber ha appena vinto il Premio Onu per le startup. Riciclo, innovazione e benessere: sono questi gli elementi chiave di Orange Fiber. Grazie all’utilizzo delle nanotecnologie, questo progetto di moda sostenibile non esaurisce il suo impatto positivo nel riciclo degli scarti alimentari. L’altra grande innovazione sta nel fatto che i tessuri prodotti contengono e sono in grado di rilasciare vitamine A, C ed E, quando si trovano a contatto con la pelle. E’ un po’ come se si indossasse una salutare crema cosmetica sul corpo. Mantenendo una visione internazionale Orange Fiber è fortemente legato al territorio in cui è stato concepito e alla tradizione tessile italiana di cui sta diventando una indiscussa eccellenza.

Sardex: combattere la crisi con nuove idee vincenti

4 maggio 2015
Sardex è un circuito economico integrato progettato per facilitare la relazione tra soggetti economici operanti in un territorio, e per fornire loro strumenti di pagamento e di credito complementari e paralleli. Una moneta complementare per rispondere alla crisi, promuovendo la ricchezza dei territori, riattivando i consumi e le produzioni locali e offrendo un supporto reale al rilancio dell’economia. Tra i suoi sostenitori ci sono l’Università di Yale, la Regione Lombardia, la Commissione Europea e dPixel, nostro partner per Ready to Impact. Ad oggi sono più di 2000 le imprese che hanno aderito al circuito. Per ciascuna di esse Sardex rappresenta a tutti gli effetti un mercato complementare ed aggiuntivo, che non va a sostituirsi all’attuale mercato, ma piuttosto va a sommarsi ad esso, consentendo di ottimizzare le capacità produttive, di liberare preziosa liquidità e di usufruire di uno strumento di finanziamento e di marketing economico e innovativo. Come funziona Ad ogni impresa viene aperto un conto presso la camera di compensazione del Circuito. Il conto è denominato in una valuta interna: il Credito Commerciale Sardex, spendibile esclusivamente all’interno della rete. Ogni conto ha saldo iniziale pari a zero. Ad ogni azienda è accordata la possibilità di “andare in rosso”, entro determinati limiti, e attraverso questo “scoperto” può effettuare acquisti presso altri iscritti alla rete. Ad ogni acquisto sul conto dell’acquirente viene addebitato un ammontare pari al prezzo di vendita del bene/servizio acquistato. Viceversa sul conto del fornitore sarà accreditato lo stesso importo. Le aziende che evidenziano un saldo negativo potranno portare a pareggio il proprio saldo semplicemente effettuando vendite presso altre aziende aderenti al Circuito. Allo stesso modo, le aziende con saldo attivo, potranno monetizzare i Crediti Sardex accumulati facendo acquisti presso le altre imprese iscritte. Partito dalla Sardegna, Sardex negli ultimi mesi si sta diffondendo anche nel resto dell’Italia. Oltre che in Lombardia, il modello è stato replicato anche in Piemonte (Piemex.net), in EmiliaRomagna (Liberex.net), in Lazio (Tibex.net), in Abruzzo (Abrex.net), in Molise (Samex.net) e nelle Marche (Marchex.net). L’idea di evitare il pagamento in Euro ha convinto così tanto gli imprenditori al punto da pagare gli stipendi, o parte di questi, in Sardex. Più di 1200 dipendenti delle aziende del Circuito hanno chiesto di essere pagati in Sardex. Questo facilita di gran lunga le procedure per i pagamenti, soprattutto per le aziende in crisi. C’è chi addirittura ha chiesto un anticipo del Tfr in Sardex. Ad esempio, con 10000 Sardex si può avviare una ristrutturazione a casa. Il dipendente chiede un anticipo all’azienda e poi si impegna a restituire il credito a tasso zero nei mesi successivi. Pensate come sarebbe difficile fare tutto ciò con l’Euro e soprattutto con le banche. Insomma in Sardegna si vive anche senza Euro. La moneta imposta dall’Ue si usa per le spese ordinarie, per tutto il resto si usa Sardex. L’obiettivo per il 2015 è quello di arrivare a più di 3250 imprese e passare da i 30 milioni di transazioni del 2014 a 60 nel 2015.

Ready to Impact: Roadshow a Cagliari, Bologna e Palermo

4 maggio 2015
Ready to Impact è pronto a ripartire per proseguire il viaggio che lo ha portato, e lo porterà nei prossimi giorni, a toccare alcune delle principali città italiane. Dopo la prima tappa di Napoli, infatti, il 4 Maggio la carovana di Make a Cube³ sbarcherà in Sardegna per la seconda tappa del suo roadshow. L’evento, che avrà luogo a Cagliari presso l’Open Campus Tiscali, ha come obiettivo primario quello di presentare al pubblico il programma di incubazione e accelerazione dedicato alle imprese ad alto impatto sociale e ambientale. Allo stesso tempo, sarà un’occasione aperta a tutti coloro che sono interessati ad applicare al bando per confrontarsi e discutere con un team di Make a Cube³ che si metterà a disposizione per fornire una prima analisi ed un primo feedback su idee e progetti che gli saranno sottoposti. Il viaggio procederà con una terza tappa a Bologna, prevista per giorno 5 Maggio. L’intervento di Make a Cube³ si collocherà all’interno della tappa bolognese del tour Allora Crealo! promosso da Euricse in collaborazione con RENA, SocialSeed e Kilowatt e dedicato all’imprenditoria ad impatto sociale. Sarà uno spazio di informazione, confronto e approfondimento all’interno del Festival dell’Economia di Trento dedicato alla nuova imprenditorialità e alle idee che stanno cambiando il mondo del lavoro. Ultima città che accoglierà Ready to Impact nel suo percorso di diffusione è Palermo. Il 6 Maggio presso la sede dell’incubatore del Consorzio Arca, all’interno del campus universitario di Palermo, si svolgerà un incontro, in collaborazione con Clac e Next (Nuove Energie X il Territorio), che verterà sul tema delle imprese ad alto valore sociale e ambientale, andando a suddividersi in due momenti. Nella prima parte si discuterà con esperti circa le potenzialità dell’impresa sociale, in particolare per la città di Palermo, e di neo-imprenditorialità e incubazione. La seconda sarà dedicata al programma di Ready to Impact con a valle uno spazio dedicato ad incontri con il pubblico. 4 Maggio – Cagliari - Evento Facebook / Per iscriverti clicca qui qui 5 Maggio – Bologna – Evento Facebook  6 Maggio – Palermo – Evento Facebook / Per iscriverti cliacca qui